Un capolavoro goloso e poetico, capace di scaldare anche i cuori più freddi. Quando si pensa a Carthusia, la mente corre subito alle scogliere azzurre di Capri, ai limoni succosi e alle brezze marine cariche di salsedine. Con Terra Mia, la storica maison caprese (firmata dal talento di Luca Maffei) compie un atto d'amore viscerale verso la terraferma campana, racchiudendo in un flacone l'anima profonda, passionale e barocca di Napoli. Già il coup de foudre visivo con il Pulcinella disegnato da Lello Esposito sulla boccetta ci avvisa che non siamo di fronte al solito agrumato estivo. L'apertura è un crescendo d'impatto: un guizzo frizzante e agrumato di bergamotto e neroli viene subito sferzato da una punta vibrante di pepe rosa. È un lampo di luce mediterranea che dura giusto il tempo di introdurre il vero protagonista della composizione: un caffè scuro, denso, aromatico, che si fonde immediatamente con la cremosità burrosa della nocciola. Nel cuore, la fragranza si fa incredibilmente elegante e sfaccettata. Una rosa profonda, quasi liquorosa, e tocchi radiosi di fiori d'arancio e gelsomino evitano che il profilo diventi un dessert stucchevole. C'è chi nota una forte somiglianza con i celebri profumi al caffè della scia orientale (come Intense Café di Montale), ma Terra Mia possiede un'anima tutta italiana: quel calore accogliente, quasi materno, che sa di casa, di festa e di tradizione. Il drydown è un cuscino vellutato di vaniglia, amberwood e muschio, addolcito da una scia ambrata e avvolgente che resta incollata ai vestiti per ore, regalandoti frammenti di nocciola tostata e caffè moca a ogni movimento.

